Francesco Santa Croce (o Francesco Patavino)
Compositore italiano nato a Santa Croce (Padova) nel 1478 circa.
Fu sacerdote e cantore nella cattedrale di Padova nel 1511-1512, anno in cui fu nominato maestro di cappella a San Francesco di Treviso. Maestro di cappella del duomo dal 1520 al 1528, l’anno seguente si trasferì, con le stesse mansioni, nella cattedrale di Chioggia e dal 1531 al 1533 prestò servizio nel duomo di Udine dove aveva l’incarico di scrivere alcuni “libri di canto”. Impiegato nel duomo di Gemona dal 1533 al 1537, ritornò a Treviso dove rimase fino al 1551. Nel 1556, al momento della morte, era canonico della Santa Casa di Loreto. Morì a Loreto (Ancona) attorno al 1556.
Santa Croce riveste una certa importanza nel panorama rinascimentale come autore di musica sacra; fu uno tra i primi compositori, insieme a Fra Ruffino Bartolucci da Assisi e a Gaspare De Albertis, a introdurre nei suoi lavori il principio dei cori spezzati, in seguito ampiamente sfruttato dalla scuola polifonica veneziana e in particolare da Willaert e dai Gabrieli. Nei salmi (la maggior parte per doppio coro) e nei mottetti egli adotta una tessitura prevalentemente omofona in sostituzione del tradizionale contrappunto imitativo, comune nelle composizioni sacre del primo ‘500. Non meno interessante il suo contributo al genere profano con 7 composizioni frottolistiche pervenute in due stampe romane, dove è indicato con le due iniziali “F.P.”, cioè Francesco Patavino.